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Rai: ‘Se non ora quanto?’ propone una rosa di sei nomi di donne per il Cda


(AGI) - Roma, 18 giu. - Una rosa di sei nomi di donne per il prossimo Cda Rai. L’ha proposta - in una lettera al presidente della commissione di Vigilanza Sergio Zavoli - l’associazione ‘Se non ora, quando?’, una delle quattro associazioni che erano state chiamate in causa dal segretario del Pd Pierluigi Bersani per indicare due nomi. I sei nomi proposti sono “di indiscusso valore ed esperienza che variamente contribuiscono a rendere l’Italia un ‘Paese per donne’: Dacia Maraini, Chiara Saraceno, Lorella Zanardo, Flavia Nardelli, Benedetta Tobagi, Evelina Christillin”. Nella comunicazione a Zavoli, e per conoscenza al capo dello Stato Napolitano e ai presidenti e capigruppo di Camera e Senato, è detto “esprimiamo innanzitutto vivo apprezzamento per la posizione che l’on. Bersani ha esposto nella lettera inviata a noi e ad altre associazioni. E’ una posizione che, ribadendo l’indirizzo seguito dal Pd di non partecipare alla votazione per eleggere i membri del consiglio di amministrazione della Rai, manifesta la volontà di ripristinare la funzione del servizio pubblico, premessa indispensabile di ogni dignitosa riforma del sistema informativo”. “Abbiamo inoltre apprezzato - continua - la scelta di essersi rivolto, e averne così riconosciuto il ruolo, ad alcune espressioni rappresentative dello spirito pubblico e dell’etica civile della nazione. E di questo lo ringraziamo caldamente. Per immaginare una Rai diversa che torni ad essere una grande risorsa per l’Italia è necessario ripensarla al centro dello sviluppo di una nuova cultura e un nuovo senso comune. Occorre riassegnare al Servizio Pubblico Radiotelevisivo una missione: sostenere con la ricchezza dei linguaggi radiotelevisivi la piena cittadinanza delle donne nella vita pubblica e sociale del Paese”. “Pur nei limiti della vigente legge, noi riteniamo, pertanto - prosegue la lettera -, che una innovazione significativa nel governo della Rai possa essere attuata. Un Consiglio di amministrazione composto per metà da donne autorevoli, di alto profilo professionale e sensibili ai temi della piena cittadinanza femminile assicurerebbe un cambiamento notevole nella configurazione del servizio pubblico, sia nell’informazione e programmi sia nel governo dell’azienda”. Di qi l’invito a Zavoli “perchè si adoperi ad ottenere il consenso dei membri della Commissione ad eleggere un CdA paritario, autorevole e indipendente”. “Da parte nostra - conclude la missiva - ci impegniamo a sostenere le donne che saranno elette nel difficile compito di sviluppare una nuova cultura e un nuovo senso comune adeguati ad una società di donne e uomini eguali e differenti”. (AGI)
       
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