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Bye bye rating


Una cosa ragionevole, la scelta del Fondogiornalisti di sganciare le scelte dei gestori dall'automatica obbedienza, cieca e sorda, ai dictat delle agenzie di rating. Ma certe volte il buon senso sembra rivoluzionario. In questo modo si tolgono anche alibi ai gestori "pigri", gli stessi che amano stare attaccati come cozze al benchmark (tant'è vero che, contestualmente, il cda del Fondo, ne ha anche allargato la possibilità di scostamento percentuale). Un'opportunità offerta ai gestori per migliorare i rendimenti. Un'opportunità, non una licenza, visto che le loro performances verranno giudicate, come sempre, a fine anno, ed eventualmente sanzionate con la fine del contratto. Ecco il comunicato, ripreso da diverse testate: “Nuovi criteri di investimento del patrimonio del Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani sono stati deliberati dal Consiglio di amministrazione per fronteggiare i mutati scenari economici e sempre con l’obiettivo di salvaguardare gli interessi degli iscritti. Alla luce della minore, accertata, affidabilità delle agenzie di rating – relativamente alla scarsa trasparenza dei processi di valutazione nonché alla tempistica dei giudizi espressi sui debiti sovrani – l’utilizzo del rating viene limitato al solo segmento dei titoli societari, ferma restando l’articolazione dei comparti secondo un crescendo di rischiosità per rispondere alla diversa propensione al rischio di ciascun iscritto. Il Consiglio di amministrazione del Fondo ha anche deciso, per quanto riguarda l’esposizione ai debiti sovrani dell’euro zona, di introdurre limiti di investimento basati sulla durata finanziaria e sul frazionamento del rischio, scontando anche l’ipotesi di eventuali reintroduzioni di monete nazionali.”
       
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