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PREVIDENZIALE

Inpgi, Inps e Inpgi 2

Inpgi, Inps e Inpgi 2

Oggi ho passato un po’ di tempo all’ufficio di corrispondenza dell’Inpgi in Alg e mi sono fatto un’idea delle domande più frequenti che colleghe e colleghi si pongono

in vista del passaggio all’Inps di pensionati e dipendenti dal primo di luglio.

Si coglie una sensazione di fondo che i colleghi si sentano di fronte a un grande vuoto, all’ignoto. Poi ci sono le preoccupazioni più concrete, i dubbi sui particolari, la preoccupazione che qualcosa venga perduto. Il martellamento degli ultimi mesi del 2021 sull’inevitabile punizione della categoria ha lasciato il segno.

Per fortuna i vertici dell’Istituto, in primis Marina Macelloni e Mimma Iorio, sono riusciti a determinare una condizione di massima tutela. Adesso sono in corso i lavori della commissione tecnica Inpgi Inps per armonizzare tutte le voci e gli istituti, ci vorrà un po’ di tempo, e è stato avviato il confronto tra fnsi e fieg su quei fondi di natura contrattuale che confluivano nell’inpgi ma non hanno corrispettivi nell’Inps. Intanto però alcune cose si possono dire.

1- Chi è in pensione continuerà a percepire la medesima pensione annua, con la differenza che Inps paga tredici rate invece di quattordici e quindi la rata mensile sarà più alta. E’ ragionevole pensare che l’Inps opererà le trattenute delle quote sindacali, come fa per gli altri sindacati, e anche le trattenute a favore di Casagit. Più difficile è prevedere oggi cosa succederà del fondo di perequazione, che è un istituto contrattuale. Quei 5 euro versati ogni mese dagli attivi hanno permesso negli ultimi anni di integrare le pensioni più basse, circa 450, con un importo una tantum nel mese di Dicembre.

2- Chi andrà in pensione dopo il primo di luglio si vedrà calcolare la pensione secondo 6 diverse quote, così come è oggi, più una settima che maturerà all’Inps. attualmente il sistema di calcolo Inps è uguale a quello della sesta quota Inpgi, quella per intendersi maturata a partire da gennaio 2017, quindi nulla cabia nel sistema di calcolo fino alla prossima riforma delle pensioni, se e quando ci sarà. I requisiti per la pensione saranno però quelli Inps, quindi ad esempio dal primo Luglio al 31 Dicembre di quest’anno si potrà accedere a “quota 102” o a “opzione donna”. Siccome la domanda di pensione può essere inviata all’Inps fino a tre mesi prima del momento del pensionamento bisognerà forse trovare un sistema per permettere a chi andrà in pensione a Luglio di fare domanda a Aprile, e a questo si sta già lavorando.

3- Gli stati di crisi e i prepensionamenti sono regolati dalla legge 416 del 1981 e sue modifiche e integrazioni, la legge di bilancio non la ha toccata e quindi per il percorso verso il prepensionamento nulla dovrebbe cambiare fino al momento della ventilata riforma degli ammortizzatori sociali. Se e quando la si farà bisognerà vedere cosa prevederà per il settore dell’editoria, che ha sempre avuto un suo regime a parte indifferente a quello previdenziale, la legge è stata scritta per giornalisti, grafici, poligrafici, quindi iscritti sia all’Inpgi sia all’Inps.

4- Cassa integrazione e disoccupazione invece sono destinate a cambiare dal primo Gennaio 2024, e se al posto della disoccupazione Inpgi avremo la Naspi, con una quintalata di differenze positive e negative che avremo modo di studiare, per la cassa integrazione le regole sono sostanzialmente contenute nell’articolo 25bis del decreto legislativo 148, non nei regolamenti Inpgi.

5- Gli uffici di corrispondenza dell’Inpgi nelle Associazioni Regionali di Stampa non si potranno più occupare dei giornalisti pensionati o attivi che saranno iscritti all’Inps. Molto banalmente non avranno più accesso ai dati, quindi non potranno più gestire pratiche o fare conteggi. Per questo bisognerà accettare che l’interlocutore sarà l’Inps, e il consiglio è di abituarsi a vivere con lo spid.

6- L’Inpgi non chiude. Paradossalmente la conseguenza di questo intervento è che chiude la gestione separata, il cosiddetto Inpgi2, e i suoi iscritti passano al nuovo Inpgi, che avrà un nuovo Statuto, scritto secondo le regole dettate dal dlgs 103 del ’96, e che plausibilmente prima della fine dell’anno andrà al rinnovo dei suoi organismi, Consiglio di Indirizzo e Consiglio di Amministrazione. Chi agita appelli e petizioni per avere un Inpgi2 più vicino e friendly e attento ai bisogni dei suoi iscritti farebbe bene a leggersi il testo approvato con la legge di bilancio, dal comma 103 al comma 118, e il dlgs 103, che è anche piuttosto breve.

       
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