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Risposte di legalità alle minacce della mafia


Per cominciare a combatterla, bisogna ammettere che esista. Sembra lapalissiano, ma é la prima cosa che ha sottolineato la presidente dell'Antimafia Rosy Bindi parlando oggi agli studenti di un istituto tecnico di Bergamo, il Natta. E ha ragione, perchè per troppo tempo si è negato che al Nord la mafia, anzi in particolare la 'ndrangheta, avesse messo radici. Come ben sa la collega Ester Castano e i molti altri colleghi intimiditi perchè ne scrivevano. E invece la sola differenza, per ora almeno, è che "al Nord le mafie non sparano, ma corrompono”. Motivo in più per apprezzare la decisione della Fnsi, due giorni prima, di attribuire al collega Michele Albanese la delega all'educazione alla legalità. Di Albanese - Quotidiano del Sud e Ansa - , costretto a vivere sotto scorta, avevamo ascoltato l'emozionante appello all'ultimo congresso del nostro sindacato (http://www.fnsi.it/Congresso27/Pagine/C_intervento.asp?ID=67 ). E' per noi un ottimo segnale anche perchè dimostra come la Federazione voglia tornare ad essere al meglio, oltre che fondamentale attrice del nostro contratto e delle tutele del lavoro e per il ritorno al lavoro, anche divulgatrice di libertà d'informazione. Grazie dunque ai 250 studenti che hanno seguito con partecipazione l'incontro su "Le mafie del Nord", dove oltre alla presidente Bindi sono intervenuti anche la prefetta di Bergamo Francesca Ferrandino ed il vicepresidente nazionale della Cobat, Roberto Rampello, per parlare de “Le mafie al Nord”. E grazie alla città di Bergamo, che per una settimana ospita iniziative sul contrasto alle mafie che coinvolgono l'intera cittadinanza. ANSA - Giornalisti: a cronista minacciato delega Fnsi per legalità Al consigliere nazionale della Fnsi Michele Albanese, costretto da tempo a vivere sotto scorta a causa delle minacce subite dalla 'ndrangheta, Segreteria e Giunta esecutiva della Federazione nazionale della stampa italiana hanno affidato la delega per i "progetti di educazione alla legalità e per tutte le opportune iniziative politiche, sindacali e legislative che la Fnsi riterrà necessarie per rafforzare l'azione del sindacato dei giornalisti non solo a tutela delle croniste e dei cronisti minacciati, ma anche a tutela del diritto dei cittadini ad essere correttamenteinformati in merito alle vicende di pubblico interesse e di rilevanza sociale per le quali tanti, troppi colleghi e colleghe sono già finiti nel mirino della malavita e del malaffare". "Si tratta - ha sostenuto Albanese, giornalista del Quotidiano del Sud e collaboratore dell'ANSA - di un incarico di responsabilità ma stimolante, perché mi permette di entrare in contatto con tante altre belle realtà del nostro mondo. Spero di riuscire a costruire percorsi comuni di corresponsabilità sinergica con gli amici di Libera Informazione, Articolo 21, Ossigeno per l'Informazione. Un percorso carico di memoria nel solco del pensiero di Roberto Morrione e Santo Della Volpe, ma anche dei tanti colleghi che per questo mestiere ci hanno rimesso la vita e dei tanti che ogni giorno continuano a rischiarla in vari modi". (Ansa - Catanzaro, 9 aprile 2016)
       
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