Aggiornato al

Monti di qua e monti di là


Bibbbattito! Potevamo noi risparmiarci dei commenti su questo nuovo governo planato come un'astronave sull'Italia? Cominciando così: Miei cari, ditemene pure di tutti i colori, ma a me il discorso di Monti è piaciuto molto. Son piaciuti il contenuto, i punti di caduta sull'equità, le donne, la detassazione del lavoro femminile, l'incentivo agli studi, la semplificazione economica,... e anche la lieve bonomia espressa dicendo "d'altra parte se non ci fosse la crisi sospetto che non sarei qui". Mi sono piaciute le ministre al suo fianco, uomini e donne vestiti con decoro e rispetto del ruolo, e le dichiarazioni di tutte/i all'uscita. Non a caso questo mix di competenza e di garbo ha fatto dar fuori di matto B. che ha parlato di fuoriuscita dalla democrazia (lui!) e chiamato le (sue) masse alla piazza. Questo pochissime ore dopo aver sorriso e spiritosato consegnando campanellini a Monti. A proposito del comportamento suo e delle sue masse, cito: "Pare 'a nave e Franceschiello: a poppa cumbatteveno e a prora nun 'o sapeveno". Ragazzi, che dire? Speriamo bene. Comunque intanto, andando a Chiasso, non dovrò più vergognarmi del governo del mio Paese. Marina

E IL DIBBBATTITO PROSEGUE ...

Non mi dispiaciuto il dicorso di Monti. Lo ammetto. Ma rifletto sul fatto che viviamo in un Paese che non è in grado di governarsi in modo democratico perché esprime politici disonesti e/o incompetenti. Se i partiti fossero capaci di tirare direttamente fuori dal loro cilindro una squadra di ministri/tecnici (in altre parole, politici con competenze adeguate al ruolo di governo) sarebbe meglio, per la democrazia. Ma già la "democrazia" berlusconiana era bloccata perché aveva esautorato con la legge elettorale la sovranità popolare; e con provvedimenti presi solo a livello governativo (e le continue fiducie) aveva svuotato il senso stesso del sistema democratico. Infine un'opposizione sdentata non è stata in grado di prendere un'iniziativa coerente. Cosicché un governo affidato a un consiglio di amministrazione nominato "democraticamente" è stato davvero l'unica scelta possibile, per cercare di evitare di colare a picco (e non è ancora detto che non succeda). Tanto è vero che tutti i partiti - tranne la Lega che ha paura (a ragione) di perdere le sue clientele padane e le sue municipalizzate - sono rilassati e contenti per essere riusciti a rifilare tante rogne al "governo tecnico". Una disfatta del sistema del partiti spacciata per una vittoria.  

Marco

È una triste considerazione, quella di Marco. Ma è una costatazione che mi sento di condividere totalmente, purtroppo. Siamo stati costretti a mettere il governo dell'Italia in mano a un gruppo di tecnici (e di banche, dai!) di sicura speriamo competenza soprattutto (non possiamo nascondercelo) perché i nostri partiti non sono stati all'altezza della situazione. Mi piacerebbe poter dire che la colpa è di Berlusconi e dei suoi, ma avergli permesso di portarci a questo punto non è meno grave e non toglie nemmeno un grammo di responsabilità alla nostra sinistra. Poi condivido l'approvazione e l'ottimismo di Marina rispetto a Monti e al suo discorso. Non resta che aspettare i fatti... ciao, Paola

 

 D'accordo con Marina e con Marco, ma al tempo stesso una sensazione così... Sono in ritardo, lo so: il governo Monti è cosa di ieri. Ma io, al vederne la foto, sono rimasto confuso, perché quella che era una grande novità – la fine, almeno per ora, del governo del Capocomico – aveva al tempo stesso un’aria polverosa, retró e dejà vu: aveva, insomma, l’aria ben pettinata e ben vestita, ben istruita e un po’ ipocrita e bigotta, di un governo democristiano. E ancora oggi sono preda di quella confusione, perché le rozze dichiarazioni dei padellini e dei leghisti nutrono il mio sollevo per la loro, almeno per ora, uscita di scena, ma poi guardo Monti e la sua squadra e non riesco a reprimere una sensazione che definirei gozzaniana: mi sembra di vedere Loreto impagliato e il busto d'Alfieri, di Napoleone, i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto!), e mi sveglio nel mille novecento cinquanta!
Franco
 
Cari amici, questo governo ha almeno studiato l'educazione formale all'asilo e alla scuola elementare. Ed è già tanto, rispetto ai primitivi che se ne sono andati. Certo, un po' di rosso mi sarebbe piaciuto di più. Però mentre i ministri giuravano mi è venuto in mente che l'ultimo ministro a giurare a quello stesso tavolo e in quella stessa sala, proposto da Berlusconi, si chiama Saverio Romano, indagato per mafia. Pensate alla distanza incalcolabile tra l'uno e gli altri. E forse a questo nuovo governo e ai nuovi uomini, forse, qualcosa possiamo perdonare.
Adolfo
  Oggi qualcuno a Radiopop commentava, tra un abbonaggio e l'altro, che sembra di essere passati dal Circo a un Consiglio di Amministrazione. E' comunque un enorme sollievo, dopo quasi vent'anni di Carnevale, che al governo non ci siano più le maschere, ma gente di una serietà che per contrasto è addirittura emozionante, per non dire commovente. Ora vedremo che misure prenderanno "i tecnici"... ad esempio in materia del diritto del lavoro. Maxia ci ha ricordato Marchionne e Marchionne, puntuale, ha battuto un colpo. Vedremo. Forse vigileremo. Mi fa seriamente preoccupare una cosa: che praticamente tutta l'opinione pubblica sia d'accordo sul fatto che siccome i problemi sono davvero gravi e urgenti ci vogliono i tecnici e non i politici. Perfino loro, i politici, sono d'accordo. Il messaggio che è arrivato chiaro e forte a un popolo già stufo della casta (peraltro eletta dal popolo) è questo: adesso ci vuole qualcuno che sappia davvero guidare il paese, non ci sono più margini per scherzare. E allora tutti, da Napolitano alla casalinga di Voghera, hanno chiesto ai partiti di fare non un passo avanti, cosa di cui complessivamente erano incapaci, ma uno o possibilmente due indietro. Meglio governeranno i tecnici, più dura sarà convincere la gente che c'è bisogno dei politici e della politica? Ci metto un faticoso punto interrogativo, perché spero che non sia così, dato che proprio non ci possiamo augurare che questi tecnici governino male. Per Marina: anche tu a Chiasso? Come dicono in Svizzera, siamo tutti sulla stessa banca:-))). Ciao, Saverio  Sono tecnici, che però fanno e faranno politica. Sono un esempio di 'nè destra nè sinistra'. Sono omeopaticamente parlando interessanti (la medicina è lo stesso veleno che ha causato la malattia ). Sono quei bei signori-in-loden d'un tempo (non tutti però). Sono i Liberali che riaffiorano.
Forse non sappiamo fare politica: l'Italia è nazione troppo 'fresca'. Gli italiani sanno difendere le loro parrocchie. E basta. 
Potrebbero darsi da fare per mettere in atto una politica economica che sia innovativa, un qualcosa a cavallo fra socialismo e new economy. Potrebbero, ma chissà. 
Il timore è che 'aggiustino' l'Italia affinchè possa essere rilanciata fresca fresca nei pasticci-ricomposti, quelli che hanno portato alla crisi generale dell'iper-capitalismo, bulemico, ingordo, sfrenato, maschile e volgare.
Una specie di fatica di Sisifo,
Benedetta
 
allora. qualcosa sul nuovo governo. Non è vero - lo leggo persino scritto da qualche donna- che siamo al 30% di presenza femminile. Siamo al 17% e non è molto: i governi di centrosinistra hanno fatto meglio e anche allora ci siamo - giustamente - lamentate dicendo che si poteva fare di più e di meglio (fino al 27%) Non è vero che per la prima volta ci sono donne in dicasteri come quelli assegnati ...da Monti alle tre: la prima ministra in Italia è stata Tina Amselmi, era appunto ministra del lavoro ed era il 1976. E' vero- ed è importante - che le deleghe sono di peso e che per la prima volta c'è una ministra alla giustizia (anche all'interno ricorderete c'era stata Rosa Russo Jervolino). Questo detto mi sembra che anche tra le donne ci siano i primi segnali di giudizi molto differenti sulla stagione che si apre: a parte il sollievo, anche "estetico", di un giuramento fatto da persone sobrie e competenti (e non è poco, dopo i 17 anni berlusconici) i governi si giudicano da quello che fanno. Senza sconti e in autonomia. Sapremo farlo noi donne per prime?
Assunta
 
       
    Il sito Archivio notizie

logo nuova informazione