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Il gioco a massacrare le tre Unità


di Guido Besana Già, la bufala del video Raggi/non Raggi, l'attacco a Smuraglia, la posta del premier, lo stile seconda repubblica, il totem del "fare", le bastonate ai corpi intermedi, a partire dal sindacato. A leggere l'Unità ultimamente si ha una strana impressione, straniante forse più che strana. Anche "leggere l'Unità" però ormai non si sa bene cosa significhi, perché l'Unità in realtà sono tre. Dalle ceneri del fallimento del 2000 nacque la Nie, Nuova Iniziativa Editoriale, che ha pubblicato il giornale fondato da Gramsci fino agli ultimi giorni del luglio 2014. Poi la chiusura, la cassa integrazione a zero ore per tutti, i lunghi mesi dei tentativi più o meno sensati per riportare la testata in edicola, la trattativa per affidarla a qualcuno che a un certo punto poteva essere l'accoppiata Guido Veneziani Alberto Donati, all'epoca coinvolti nel crack della Rotoalba che venne poi seguito dai fallimenti a catena di Veneziani Periodici, Veneziani Editore, Vero ommunications, che portarono Veneziani a mollare. E allora il Pd scelse di appoggiare Unità srl, ovvero la cordata Pessina EYU. Pessina è il finanziere e imprenditore dai molteplici interessi che curiosamente viaggia al seguito del Presidente del Consiglio e ottiene commesse in giro per il mondo, EYU è la sigla che raggruppa Europa, Youdem e Unitá sotto la forma di una società controllata dal Pd. E così una buona metà dei dipendenti della Nie dai primi di agosto dello scorso anno, selezionati dal direttore Frulletti nelle settimane precedenti, in base a un accordo che derogava ampiamente alle previsioni del codice civile, passano a Unitá srl e iniziano a lavorare al nuovo giornale. Nie nel frattempo è stata avviata sui binari di un concordato preventivo. Poco dopo ricompare il sito dell'Unità, unita.tv, con annesso l'archivio. Unitá.tv non fa però capo a Unitá srl, ma direttamente a EYU. Così oggi ci sono tre unità. Una è quella parte di redazione e memoria che ancora per qualche mese starà in cassa integrazione dentro al concordato preventivo di Nie, una è quella parte di redazione e memoria che in Unitá srl pubblica il giornale, che si dice venda pochissimo, una è quella parte di memoria che sta dentro EYU e Unitá.tv, a quanto pare realizzata da ex di Europa e uffici stampa di Margherita e Ds. Frulletti, dopo aver selezionato chi doveva passare alla nuova società, ha passato la mano a D'Angelis, che per questo ha lasciato il precedente incarico di capo della struttura di missione per il dissesto idrogeologico di Palazzo Chigi, incarico che probabilmente doveva risarcirlo della mancata conferma a sottosegretario del ministero delle infrastrutture e trasporti del governo Letta. Unitá.tv pare non sia una testata, non si trova sul sito una gerenza, ma piuttosto una sorta di vetrina. Fra qualche settimana Unitá srl dovrebbe acquistare definitivamente la testata e la redazione che la realizza, attualmente infatti li gestisce in affitto, ma i termini dell'operazione sono stati ancora una volta rinviati. Il concordato preventivo è stato omologato, ma ancora mancano i conteggi precisi dei crediti riconosciuti a lavoratori e fornitori e alcune delle voci a bilancio non sono precisate, in particolare per quanto riguarda i saldi dei contributi pubblici degli ultimi anni. I lavoratori cassintegrati aspettano di vedere cosa ci sarà scritto sulle lettere di licenziamento, quale sarà la data e quali le spettanze riconosciute, dopo che la procedura di mobilità si è conclusa con un mancato accordo al ministero del lavoro giovedì 21 aprile. I lavoratori trasferiti aspettano di sapere se Unitá srl proseguirà la sua attività e con quali garanzie, considerando che le poche migliaia di copie vendute non sono certo sufficienti e che la prossima approvazione della riforma dell'editoria escluderà le testate di partito dai contributi. I lavoratori di Unitá.tv vivono in un limbo, e nessuno può sapere quale sarà il loro destino, legati a una giostra che si chiama ancora, forse per poco, PD.
       
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