L'INPGI è un istituto di previdenza sano che negli ultimi cinque anni ha dovuto affrontare una crisi senza precedenti del sistema dell'informazione e del mercato del lavoro: oltre 3mila contribuenti attivi in meno, mille pensionati e prepensionati in più, un aumento del 168 per cento delle prestazioni di welfare. Solo nel 2015 ben 6384 giornalisti sono stati tutelati dall'Inpgi grazie a indennità di disoccupazione, cassa integrazione, contratti di solidarietà.
Tutto questo, negli anni, è stato reso possibile dal rigore e dalla correttezza di una gestione che ha sempre bilanciato i diritti e le tutele di chi è già in pensione con quelle di chi dovrà andarci in futuro. Un sistema così va difeso con le unghie e con i denti, a garanzia dell'autonomia professionale e della qualità della vita. Di tutti, nessuno escluso. Solo continuando lungo questa strada, assieme, potremo fronteggiare la tempesta dei prossimi difficili anni.
LA RIFORMA L'attuale squilibrio previdenziale dell'Inpgi ha reso indispensabile il varo di una riforma delle prestazioni che ha l'obiettivo di riportare in equilibrio i conti nel lungo periodo per garantire pensioni e welfare anche ai più giovani. I sacrifici sono stati spalmati il più possibile su tutti evitando la scorciatoia dei tagli lineari e mantenendo alle nostre prestazioni equità e solidarietà tra generazioni. A tutto ciò si è aggiunta una rigorosa riduzione dei costi di gestione (-10 per cento nel solo 2015) e il taglio del 10 per cento degli emolumenti agli amministratori. Ora la riforma è al vaglio dei ministeri: non è stata bocciata, ed è già qualcosa, attendiamo la valutazione definitiva, quando arriverà ne discuteremo.
LE ASSUNZIONI I nostri sacrifici potrebbero non essere sufficienti se non ripartono le assunzioni. Gli sgravi contributivi, in una prima fase a carico dell'Inpgi ora a carico del governo, sono stati uno strumento utile: circa 800 assunzioni tra fine 2015 e inizio 2016. Occorre continuare su questa strada e lavorare, di concerto con la Fnsi, perché la discussione sul nuovo contratto metta al centro l’occupazione.
500 MILIONI DI RENDIMENTI Il patrimonio è la principale garanzia delle pensioni future. E negli ultimi anni lo è stato in maniera significativa. La gestione immobiliare e mobilitare ha garantito negli ultimi otto anni rendimenti per 500 milioni di euro. Non artifici contabili ma risorse vere e un argine autentico all'impatto della crisi. Anche la solidità finanziaria è un valore.
LE CASE Il prossimo Consiglio di Amministrazione dovrà affrontare la parziale dismissione del patrimonio immobiliare che ci è imposta dalla legge. Giuste le norme di salvaguardia per i colleghi più deboli, ma ora dovrà concentrarsi sulla massima valorizzazione del patrimonio, varando anche un piano di reinvestimenti della liquidità che tenga conto delle necessità future.
COME RISPARMIARE Va portata a termine la revisione dello statuto, ormai non più al passo con i tempi, già avviata in questa legislatura. Non servono più organismi pletorici (e costosi), sistemi elettorali complessi (e altrettanto costosi). Mentre servirebbe rispettare una reale rappresentanza di genere. Risparmi, efficienza ed equità non più rinviabili.
TRASPARENZA L'INPGI è un istituto privatizzato vigilato da due ministeri, Economia e Lavoro, dalla Corte dei conti, dalla Covip, dalla commissione di vigilanza parlamentare sugli enti, oltre che dal collegio sindacale interno dove siedono oltre ai giornalisti i rappresentanti dei due ministeri e della Presidenza del consiglio. È impossibile pensare che il Cda agisca al di fuori delle regole e della più totale correttezza. Molto si può fare però per migliorare il rapporto tra chi governa l'istituto e i colleghi, che ne sono i veri azionisti. E moltissimo si dovrà fare per far conoscere a tutti sempre di più cosa facciamo, come lo facciamo e che risultati otteniamo.
I candidati di Nuova Informazione (Marina Macelloni, Marina Cosi, Beppe Ceccato) invitano a votare per le liste L’Inpgi siamo noi.
Consiglio generale attivi, gestione principale
Se ne devono votare 8 su 12
1) Affinito Domenico
5) Capone Antonello
6) Castelli Enrico
8) Ceccato Giuseppe
10) Dirceo Daniela
13) Forni Monica Maria
15) Gallizzi Pierfrancesco
17) Macelloni Marina
18) Mirani Enrico Giuseppe
24) Rho Edmondo
25) Saggese Massimiliano
26) Scarinzi Claudio
Consiglio generale pensionati, gestione principale
Se ne devono votare 7 su 8
6) Bossa Guido
13) Cosi Marina
15) Ferri de Lazara Enrico
18) Gulletta Giuseppe
23) Giovanni Negri
30) Serventi Longhi Paolo
36) Visca Anna Lucia
38) Zinola Marcello
Sindaci, gestione principale
Se ne devono votare 4
3) Bossa Guido
8) Cutro Savino
12) Mazzarino Giuseppe
19) Silva Elio
Comitato amministrare, gestione separata
Se ne devono votare 3
9) Chiarini Nicola
10) Di Mitrio Stefania
21) Marciano Massimo
Sindaco, gestione separata
Se ne deve votare uno
7) Gallizzi Stefano Maria Domenico