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Autonomia "è" solidarietà


I giornalisti per tener testa a una crisi di cui ancora non si vede la fine devono concentrare ogni energia su due obiettivi: la difesa dell'occupazione, anche ridisegnando un welfare più ampio e articolato, e una capillare riqualificazione professionale. E' questo il cuore del documento che oggi, domenica 10 giugno, ha riassunto la tregiorni di dibattito di Autonomia e Solidarietà, cioè della componente sindacale Fnsi di cui Nuova Informazione è la declinazione lombarda. Tempi difficili e dunque coinvolgimento ancora più forte, con un ritorno ai motivi originari del nostro impegno ("lo spirito di Fiesole"), salvaguardando il patrimonio di relazioni e insieme consapevoli delle sfide. Ecco il testo: "Autonomia e Solidarietà, componente di maggioranza della FNSI, ha tenuto la sua assemblea a Montecatini Terme nelle giornate dell'8, 9 e 10 giugno, affrontando in un articolato dibattito le principali tematiche relative al mondo dell'informazione italiana. La componente ha ribadito il suo impegno nella maggioranza che governa la maggior parte degli enti di categoria, in nome di quei principi che ormai da anni sono divenuti base condivisa delle politiche sindacali, previdenziali e di welfare nel senso più ampio. "La fase di trasformazione della normativa avviata dal governo Monti determina forti preoccupazioni per interventi che mettono in discussione il sistema solidaristico di categoria, modificano complessivamente in peggio il mercato del lavoro e perpetuano un modello in cui l'informazione, a partire dal servizio pubblico, viene considerata un fastidio cui mettere il bavaglio o una merce di scambio tra poteri e non un valore da tutelare e rafforzare nello spirito della Costituzione. La recente tornata di nomine, dalla Rai all'Agcom, dimostra che il governo dei tecnici e la maggioranza che lo sostiene sono spinti più dalle logiche di controllo ispirate dalla legge Gasparri che dalla volontà di liberare il Paese dall'invadenza dei partiti e dai conflitti di interesse. "La Rai avrebbe bisogno di ben altri interventi, ormai improcrastinabili, a partire dal rilancio della missione editoriale e culturale e dalla riforma della governance, come pure l'intero comparto radiotelevisivo privato, nazionale e locale, che nel pieno della crisi ha subito colpi devastanti dal passaggio alla tecnologia digitale. I giornalisti italiani hanno davanti a loro una crisi congiunturale dell'economia e del credito che minaccia di di protrarsi ancora per lungo tempo, aggravando quella crisi strutturale del modello industriale dell'editoria italiana che ad oggi ben poche imprese hanno dimostrato di saper affrontare, e tantomeno superare. In questo contesto Autonomia e Solidarietà considera fondamentale un adeguamento e ampliamento delle politiche a sostegno dell'occupazione e della riqualificazione professionale. I giornalisti italiani, dipendenti e lavoratori autonomi, devono poter contare su un sistema coordinato di interventi degli enti di categoria, dalla contrattazione alle politiche di welfare, e del parlamento sui temi fondamentali della riforma dell'ordine, della legge sull'editoria che dovrà ridefinire il sostegno pubblico in senso pluralista e non assistenziale, della legge sull'equo compenso. "Per garantire al cittadino un'informazione onesta e pluralista, declinata sulle diverse piattaforme di un mondo dei media sempre più digitalizzato, è fondamentale che Sindacato, Editori, Ordine e Istituti previdenziali trovino insieme, ognuno per la sua competenza, un nuovo modello di formazione complessivo; Autonomia e Solidarietà si impegna, con tutti i suoi rappresentanti, a lavorare in ogni sede per raggiungere al più presto l'obiettivo. La qualità dell'informazione è vitale per l'intero sistema e per la difesa dei valori democratici e culturali, e non può essere solo uno slogan per qualche seminario o editoriale di insediamento. "Solo attraverso un impegno costante a favore dei principi deontologici e degli obblighi di lealtà e correttezza la categoria potrà continuare a tenere la schiena diritta. La componente ritiene prioritario nei prossimi mesi un intervento complessivo che porti a ampliare il welfare di categoria a favore dei lavoratori autonomi, la cui retribuzione deve essere al centro della contrattazione ad ogni livello, consenta di sviluppare un sistema di ammortizzatori sociali anche per i parasubordinati più attento al dramma del precariato e coerente con i principi solidaristici e di inclusione dell'Inpgi evitando lo stravolgimento portato dalla riforma governativa degli ammortizzatori sociali, che nel contempo apra le porte della Casagit e del Fondo pensione complementare a chi oggi ne è escluso per condizione professionale o economica. "L'assemblea di Autonomia e Solidarietà al termine dei suoi lavori ha confermato Guido Besana quale portavoce, affiancato nel coordinamento di componente da Rossella Matarrese e Paola Spadari e ha ringraziato Beatrice Curci e Fabrizio Masciangioli per il lavoro svolto".
       
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