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La Stampa passa di mano, ma...

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Marina Cosi Nessuna valutazione
 

Dialoghiamo, ma con la pistola sul tavolo, pronta. Cioè stato d’agitazione e un pacchetto, già votato, di cinque giorni di sciopero. Così il Comitato di Redazione de La Stampa ha reagito alle ultime notizie sulla vendita del quotidiano.

Questo il documento del 25 gennaio 2026, votato dall’assemblea: “La redazione de La Stampa non firma cambiali in bianco a nessun compratore, chiunque sia, in una situazione di grande opacità della vendita, e non conoscendo i conti reali della Stampa e i reali bilanci determinati dalla presente proprietà. L’Assemblea delle giornaliste e dei giornalisti registra la trattativa esclusiva di Gedi con Sae e chiede che siano date garanzie scritte sul fatto che qualsiasi nuova proprietà non proceda ad alcuna cassa integrazione, rispetti tutti gli accordi aziendali in essere e non chiuda nessuna redazione.

L’Assemblea si aspetta che da parte della società acquirente venga presentato un progetto finanziario solido per garantire sia la fase iniziale sia lo sviluppo futuro. Chiediamo il rispetto della storica indipendenza e autorevolezza della testata e progetti credibili di sviluppo su carta, online e eventi con chiara distinzione tra contenuti e pubblicità. Inoltre, occorre avere chiarezza a proposito della compagine societaria con cui Sae intende rilevare la testata, al momento non ancora comunicata”.

Il documento si conclude con la richiesta d’un’informativa esaustiva, oltre che con cinque giorni di sciopero, approvati e per ora sospesi: “L’Assemblea chiede di poter esser messa a conoscenza dei dati di bilancio degli ultimi anni de La Stampa che emergeranno dalla “due diligence”. Per tutte queste attività abbiamo deciso di rivolgerci a uno studio legale specializzato. Per questo l’Assemblea dei redattori resta vigile e attenta e conferma al Cdr lo stato di agitazione e il pacchetto di 5 giorni di sciopero votato nelle scorse settimane”.

       
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